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parole e musica di duebambini.
registrato lunedì, 08 giugno 2009 alle ore 23:32.

0. Salve OvO - prima di tutto - presentatevi a chi ancora non vi conosce..
Stefania Pedretti e Bruno Dorella [S e B nel corso dell'intervista - ndAv], salve a tutti e che la pace sia con Voi.

1. Voi definite il vostro progetto: lifestyle project. Spieghereste meglio (a noi e ai lettori) cosa intendete?
B
:
Decidere di diventare una touring band è un lavoro a tempo pieno. Abbiamo deciso di spogliarci dei nostri beni terreni, delle sicurezze di una vita stipendiata da schiavisti del precariato o ben avviata dai soprusi di professori scaldasedie che ci avrebbero preparato adeguatamente al sistema di privilegi e leccate di culo che chiamano lavoro, e di fare musica in tutto il mondo. Con il nostro stile di vita cerchiamo di dare un esempio politico e pratico. Se, come probabile, falliremo, sarà il più splendido dei fallimenti.

2. Non credete alle usuali location dei concerti, infatti avete suonato in librerie e gallerie d'arte. Com'è stato? e come vi è venuta l'idea?
B
:
Chi ha detto che non ci crediamo? Credo a buoni rock club o squats con impianti audio adeguati, accoglienza umana e complicità artistica. In assenza di questo, meglio posti diversi che soddisfino almeno due delle succitate caratteristiche.
S:
Amiamo i club ma siamo anche da sempre sostenitori di squats e amanti di luoghi inusuali, in più io amando e facendo arte adoro anche suonare in gallerie, dove si può accentuare curare ancor più il nostro lato estetico.

3. Credete che in Italia i concerti siano ancora (troppo) legati a luoghi comuni come locali e festival all'aperto?
B:
Al contrario, lo sono troppo poco. I locali e i festival sono spesso inadeguati, le programmazioni sono stucchevoli, edulcorate, buone giusto per quei tipi con la frangetta, i pantaloni stretti e le scarpe a punta. Ci vorrebbe più coraggio, più passione, più professionalità. Ben vengano i festival a i locali, ben vengano gli squat, ben vengano tutte le situazioni in cui ci sia complicità. In una nazione dove chiudono tutti i luoghi di aggregazione, dove si cerca di far morire le città di notte, dove il limite legale per la musica si sta avvicinando pericolosamente ai 90 decibel (per intenderci un rullante ben picchiato senza microfono ne fa quasi 100...) bisogna alzare la testa e lottare.

4. La vostra musica si rifà alla no wave. Da dove è nata l'idea di fare questo tipo di musica?
B
:
La musica che facciamo non nasce da un'idea. Si suona e si vede cosa viene fuori dai nostri stomaci. Se per te è no wave, mi sta bene. Per noi è quello che facciamo, senza pianificazione.

5. E come mai utilizzate un modo di scrivere i testi mai (o poco) usato?
B
:
Magari Stefania scrivesse i testi! Vorremmo tutti sapere che cazzo dice... Vale quello che ti dicevo prima, lei non canta un testo, interpreta in una sua lingua autistica la musica che suoniamo. Non scrive i testi, quello che dice non ha senso, ma lo canta sempre uguale. Mistero ancestrale della natura uterina.
S:
già, non amo scrivere un testo e dare significati compiuti a ciò che canto, infatti più che cantare preferisco dire che suono la voce; uso le lettere come se fossero note concatenate fra di loro e che quindi suonano come parole, magari suggeritemi nell'orecchio da chi sa chi mentre suono... forse un giorno scoprirò se è una lingua che esiste da qualche parte o che è esistita nel passato.

6. Finora il pubblico dei live come vi ha accolto? Dove vi ha trattato meglio (e - ovviamente - peggio)?
B
:
Devo dire che tranne poche eccezioni veniamo accolti sempre bene. In America abbiamo la risposta migliore, il pubblico americano gradisce la sfida, ci sta, si lascia coinvolgere. Il pubblico europeo è più ingessato, alza muri di orgoglio decadente contro le ondate di paganesimo primordiale che gli scagliamo contro. Ma in gerenale veniamo accolti bene. Quest'estate apriremo per i Napalm Death in Turchia. Ti saprò dire che ortaggio tirano contro i gruppi spalla da quelle parti.

7. Siete arrivati un pò dappertutto. Raccontateci, qual'è il posto che vi è piaciuto di più?
B
:
Difficile dire. Certo, i posti più esotici sono quelli più interessanti, Messico, Israele, Grecia... ma sono belli anche i gap culturali della Russia, la neve a maggio in Norvegia... e poi spesso i posti belli sono quelli in cui i concerti vanno peggio. Ti dirò: ci interessa viaggiare e vedere, senza giudicare.
S:
Arduo trovare un posto che ho preferito, come dice anche Bruno... ma ti citerei un concerto in U.S.A nel deserto di Joshua Tree... un'esperienza unica in molti sensi, dove per la prima volta suonando ho percepito il potere della terra.

8. Cosa fanno gli OvO quando non sono in giro per concerti? (domanda un pò stupida considerando la miriade di lavori in cui Bruno e Stefania sono coinvolti).
B
:
In effetti Stefania sta in giro con ?Alos, fa mostre e residenze artistiche, io sto in giro con Ronin e Bachi Da Pietra. Viviamo a Berlino che è un po' come vivere in una Disneyland rock and roll, quindi non ci annoiamo...

9. Sarebbe ora che le radio e le tv nazionali realizzassero cosa c'è di buono realmente in Italia o è meglio rimanere solo per pochi (si fa per dire) intimi?
B
:
Rimanere per pochi è un po' una scusa, non ci interessa. Le radio sono un problema, perchè creano il gusto del pubblico con la scusa di assecondarlo. Per fortuna ci sono radio che se ne fregano e trasmettono quello che vogliono, e se cercate su Internet ne troverete di veramente belle. Cito Resonance FM, WFMU, KFJC come prime che mi vengono in mente

li trovate qui: myspace
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tag: italiani, rocquestions

parole e musica di duebambini.
registrato venerdì, 13 marzo 2009 alle ore 10:31.

1. Beatrice, piacere acidi/viola, ti presenti? :)
Piacere Beatrice Antolini.
2. Dapperutto - sul web - si legge "suona dall'età di tre anni.": la tua prima parola è stata "mamma" o "musica?
Io credo di aver avuto davvero presto dei pensieri relativi alla musica.
3. Cosa ti piace fare quando non suoni? e - soprattutto - che musica ti piace ascoltare?
Quando non suono sono una specie di reclusa in casa (in questo periodo sono un pò stanca).
Mi piace ascoltare molto il funk.

passiamo alla tua musica.
4. Come mai la scelta particolare di questo genere? a quali grandi compositori o artisti ti rifai?
A nessuno. Assecondo i miei gusti e la mia creatività.
5. Ti avvali di un bel pò di nomi importanti. Ti trovi bene in compagnia o invidi un pò la vita da cantante solitario?
In che senso? Non capisco la domanda.
Cmq amo stare in compagnia e vivo tranquillamente la solitudine.
6. Qual'è la cosa che ti piace di più dei tuoi concerti?
Quando perdo la testa e sono completamente dentro la musica. Spesso succede grazie al pubblico attento.
7. E dei tuoi album?
L'artigianato.

..e per finire:
8. Hai un sogno nel cassetto?
Moltissimi.
9. Se dovessi decidere una cover all'improvviso, su cosa ti orienteresti?
Michael Jackson Don't stop to get enough
10. Qual'è stato il primo cd che hai comprato? E quale consigli vivamente a chi legge?
uno dei primi è stato il best dei Doors.
Consiglio questo.
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tag: rocquestions

parole e musica di ACIDIteardrop.
registrato sabato, 29 luglio 2006 alle ore 13:00.

Qui di seguito, il primo appuntamento con RocQuestions. L'intervista via web con le Motorama.

legenda: DA = Daniela. LA = Laura. AV = Acidi Viola.

AV: MOTORAMA, chi siete?
LA: Laura e Daniela: batteria e chitarra
DA: Evviva il minimalismo!

AV: da chi e cosa nasce MOTORAMA? E soprattutto, da cosa proviene il nome MOTORAMA?
DA: Motorama è un road movie di circa vent'anni fa. Parla di un ragazzino che guida con i trampoli e fa frullati di scoiattoli.
LA: Nel lontano 1996 Laura & Daniela cercano un/una cantante, all'annuncio rispondono Elena, la cantante e Gianni, il nostro primo chitarrista; questa formazione dura quasi 2 anni, poi per circa 1 anno ci sarà Dario, infine nel 2003 anche Elena lascia la band ed eccoci qua!!!

AV: a parere nostro voi, MOTORAMA, siete la band più valida riguardante un certo genere.. la concorrenza non è certo molta, cosa vi ha spinto a buttarvi in questo campo? La paura di avere troppi "nemici" oppure il sano e puro amore per il rock'n'roll? :)
DA: In realtà solo la passione. C'è ben poco di premeditato. Siamo entrate in sala prove e abbiamo cominciato a suonare. Il risultato ci piaceva e abbiamo continuato. Comunque di ottime band che fanno rock'n'roll ce ne sono tante per fortuna e non le vediamo certo come "nemiche", anzi, avere intorno gente valida è sempre una cosa stimolante.
LA: Ci sono molti altri gruppi validi, suoniamo così fin dal nostro primo gruppo: le Buckshee 1994!

AV: la vostra discografia non è certo stracolma di lavori, ma la vostra attività dal vivo è da definire quantomeno instancabile. Allora è proprio vero, il RnR rende di più live?
LA: Sicuramente. Siamo un gruppo live e live rendiamo molto di più.
DA: Siamo adrenalina-dipendenti. Suonare dal vivo ci fa provare delle emozioni e questo è il motivo principale per cui suoniamo. Fare dischi è altrettanto importante, ma ce la prendiamo più comoda!

AV: avete girato musicalmente molti posti.. Raccontateci cosa avete amato e cosa vi è rimasto in testa dei vostri concerti passati.
LA: Berlino, Colonia, la West Coast e la Francia.
DA: Tutto quello che non rientrava nelle nostre aspettative. L'ultimo concerto a Berlino dove abbiamo fatto sold out, la follia dei rockenrollers francesi e i catering a base di formaggio, la "old scene" di Seattle sotto al palco per noi al Sunset Tavern e lo jacuzi che ci aspettava per il relax post-concerto (e quando ci ricapita...!!!) e la serata danzante-alcolica al Monofaktur di Monaco con Black Time e Wau y los Arrghs!

AV: abbiamo letto da qualche parte che ai vostri lavori hanno contribuito anche nomi come BUGO e FABIO MAGISTRALI. E' stata una buona cosa averli dalla vostra parte? :P
LA: Beh sì, bugo è stato l'unico in grado di rendere su disco il nostro impatto live.
DA: Ha registrato il nostro primo album "No Bass Fidelity"

AV: chi del panorama italiano stimate, almeno musicalmente?
LA: cactus, ovo, allun, mojomatics, hormonas, noise from the cellar...
DA: Gli stessi di cui sopra e aggiungerei i Rippers, gli ormai defunti Cessi di Napoli e Dog a Dog.

AV: voi siete presenti, oltre che nel campo musicale, anche in altri progetti..che so, cortometraggi. Parlatecene un pò.
DA: Il cortometraggio a cui ti riferisci è un lavoro di qualche anno fa. Elisabetta Pandimiglio, la regista era in cerca di un gruppo.
LA: Ci contattò per fare la colonna sonora. Era un corto per la sensibilizzazione sulla violenza alle donne.
DA: Dovevamo anche fare una breve apparizione live, ma dopo una sorta di provino nella nostra sala prove Elisabetta ha deciso di darci un ruolo più importante nel film. Così oltre a dare un contributo alla colonna sonora, ci siamo ritrovate anche a "recitare" come protagoniste!

AV: a cosa si dedicano le MOTORAMA quando non suonano?
DA: "Ce piace de magnà e beve"! A parte l'attività mangereccia e bevereccia che investe appieno la nostra vita, perdo tempo a fare poster art fingendo di essere una certa Paulette Du. In realtà è una passione nata parallelamente a quella musicale, facendo locandine per i concerti. E qui scatta il jingle: plin-plin-plan fuzz and taka-bam se vuoi fare un giro nell'Amusement Garage....www.paulettedu.gozzilla.it ... pli-plin-plam ka-boom!
LA: scartoffie, pozioni magiche, torte personalizzate, pasta fatta a mano, abbuffate, giardinaggio...

Torniamo alle MOTORAMA.

AV: Il vostro gruppo parte in quattro, poi si riduce a due.. vi ha in qualche modo penalizzato questa formazione totalmente femminile? Noi pensiamo che, non tutti ma una buona parte, dei gruppi che stanno facendo la rivoluzione ultimamente siano capeggiati da una ragazza. Sbaglio? (riot grrrl for life! :))
DA: Ci sono pro e contro. Noi non abbiamo mai puntato su questo aspetto. Penso che ultimamente ci siano molte più donne che suonano e questo sicuramente è positivo.

AV: Il poster di quale gruppi rimarrà sempre attaccato al muro della vostra cameretta?
DA: uhm...uhm...ce ne sono passati tanti... tra quelli che vedo, il più longevo è un mini-poster fotocopiato dei Modern Lovers.
LA: U2 e nirvana sono ancora appesi al muro, nella mia cameretta a casa del babbo

Infine, vi lascio con una domanda

AV:cosa pensate dei ragazzini che giocano a fare le rockstar? Sono snervanti, eh? :)
LA: finchè giocano...
DA: e che ce vòi fa...!? Sò bambini!


L'intervista finisce così, con un invito dalle nostre parti, e con un simpatico

"DA: Se “se magna e se beve” ci vedrai presto!"

per contatti:
myspace: http://myspace.com/motoramaitaly
sito ufficiale: www.
motorama.org

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