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parole e musica di duebambini.
registrato sabato, 31 ottobre 2009 alle ore 14:04.

BOYS OF BRAZIL - boys of brazil (ep) 2007
prendete un brano dance-punk e fatelo incazzare: vi uscirà "Out with the night". prendete la tipica batteria dance-punk e aggiungeteci un rumoroso e ripetitivo riff di chitarra: vi verrà fuori "Never the same". prendete in giro gli ascoltatori rimanendo calmi fino agli ultimi quaranta secondi, poi velocizzate improvvisamente il pezzo, con furiose schitarrate e un testo cantato in modo violento: avrete "The plague". unite il dance-punk di sopra alla new-wave tendente un pò al dark, in quanto a suoni ed atmosfere: ed avrete "Jeanette's got e.coli". mascherate il (solito) dance-punk da garage punk ed otterrete: "Something was wrong". Unite questi cinque, diversi, aspetti e vi apparirà sotto agli occhi un buon ep, da cinque stelle. Dodici (quasi tredici) minuti spesi davvero bene.
||| MYSPACE |||
brani consigliati: tutti.


SIDEARM - sing cinema 16! sing! (ep) 2008
buon lavoro del gruppo post-hardcore che non disprezza elementi di carattere post-rock (come la pennata veloce in "moment in youth") o dance-punk (come il pattern veloce di batteria in "house away"). A volte ricordano, togliendo la voce, una versione un pò meno tecnica ma di uguale forza degli At the Drive-In.
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br
ani consigliati: tutti.




SPEAKER GAIN TEARDROP - particle protocol 2008
dà valore a questo progetto, oltre al fatto di sapere costruire bene delle melodie che ti portano davanti agli occhi un bel quadro d'atmosfera, il lavoro fatto dalle batterie. A volte sono veloci, ma senza sconfinare in cose che andrebbero in disaccordo col normale sound del gruppo. Sanno dividere bene il post-rock da tutto il resto, inserendo proprio questo "tutto il resto" nel post-rock. Qualcosa all'inizio dell'album lascia a desiderare, ma da "charcoal feather" in poi, è tutto da apprezzare. Poi ovvio che Kashiwa Daisuke ci sa fare, e lo dimostra (casomai ce ne fosse bisogno) anche col remix.
||| MYSPACE |||
br
ani consigliati: Colophon, Charcoal feather, Abbreviation, Giving tree, Galaksio, Colophon #02 (kashiwa daisuke remix).


YELLOW CAPRA - chez dédé 2007
Post-rock strumentale, con tanto di sassofono che non disturba (punto a favore) e atmosfere cupe. senza prendersi, però, troppo sul serio (basta ascoltare gli intermezzi, o leggere qualche titolo tipo "il mozzicone di morricone" o "american tafano" o ancora "porco io"). Il brano che colpisce di più è cassavettes, forse l'unico che mostra forza per tutta la sua durata, senza disprezzare gli altri. Ma anche la lunghissima "porco io" sa il fatto suo, mischiando post-rock, psichedelia e anche un bel pò di noise.
||| MYSPACE |||
br
ani consigliati: Cassavetes, Chez dédé, Califoggia, Porco io.


YODAKA - yodaka (ep)

Prendete Kashiwa Daisuke e aggiungete delle chitarre che sanno come creare un bell'ambiente e allo stesso tempo come distruggerlo, e avrete questo progetto. post-rock intriso di una composizione elettronica rumorosa (non c'è bisogno vero che vi cito l'esplosione di "blackbird"?) e sperimentale, senza, per forza, dover sconfinare nell'inascoltabile. Miglior brano in assoluto è Blackbird che con la sua calma iniziale e l'esplosione di batteria portata fino alla fine è la sintesi perfetta di ciò che il post-rock dovrebbe essere per me. Buono anche il remix in chiave glitch.
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MYSPACE |||
br
ani consigliati: Amane, Baobab, Blackbird, Blackbird (Remix).
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tag: recensioni, noise, in breve, post-rock, yellow capra, dance-punk, yodaka, sidearm, boys of brazil, speaker gain teardrop

parole e musica di duebambini.
registrato martedì, 22 settembre 2009 alle ore 16:03.

In due, da Genova, le she said what?! ci portano un pò di sano noise'n'roll. Due donne (che nella musica sono sempre troppo poche) che cantano, urlano e declamano sopra un basso-lavatrice e una batteria che sa il fatto suo. Fantasiose rumoriste e stonate filastrocchiste andate in acido, capaci di colpirvi per l'onestà dei loro giri semplici e diretti: impossibile da spiegare, meglio ascoltare.

 




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tag: noise, in breve, italiani, dal web, she said what

parole e musica di duebambini.
registrato domenica, 28 giugno 2009 alle ore 22:34.

feu thérèse - feu thérèse (2006)
Primo album di questa ensemble canadese, a metà tra post-rock e avanguardia rumoristica (molto più di un semplice noise). Cinque - apparenti - tracce che in realtà sono di più. Si apre con "ferrari en feu" una moderna "scooter + jinx" dei Sonic Youth che dopo più di tre minuti diventa un brano dal sapore puramente orecchiabile (leggi "avant-pop"). Obiettivo di questo piccolo - ma ricco - album è stimolare l'ascoltatore e abituarlo al noise. Il suono che si può identificare in questo lavoro è fatto di pura sperimentazione, e su questa va avanti, anche per 7, 8 minuti (come in "tu n'avais qu'une oreille") oppure come nei dodici minuti di "ce n'est pas le jardins du luxembourg", che invece si tengono meno sul rumore e più sul minimalismo sonoro, crescendo pacatamente tra uccelli e gabbiani mentre una cassa, col suo suono martellante, ci tiene per mano e ci accompagna verso la conclusione dell'album.

hangedup - hangedup
(2001)
Il rumoroso esordio del duo canadese, sembra inizialmente calmo, ma poi si sviluppa in puro stile post-rock: man mano che la miccia si consuma, fa il suo graduale ingresso l'esplosione. Duo, à la White stripes o Hella, ma che con questi non ha nulla da spartire, dalla formazione inusuale: batteria e viola, strumento che qui scopriamo particolarmente adatto alle sperimentazioni noise. Momenti da ricordare sono in tutto l'album, anche se in alcuni pezzi (come "winternational") questi sono messi più in evidenza. All'ascolto salta subito all'orecchio la grande creatività del batterista che - distruggendo/stravolgendo il normale set di percussioni - scopre e mostra nuovi orizzonti sonori, basati sul mettere in risalto strumenti non comuni (come in "propane tank" - brano incentrato totalmente su una serie di suoni metallici). Fanno passare il tempo ispirandosi a gruppi come New order (come in "new blue monday") e Can (le batterie ricordano molto, correggetemi se sbaglio). L'album è una buona prova, buona per dimostrare che qualcosa di buono si può ancora fare e - soprattutto - che non tutto è stato già fatto.

feu thérèse last.fm
hangedup myspace
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tag: noise, in breve, post-rock, feu therese, hangedup

parole e musica di duebambini.
registrato lunedì, 22 giugno 2009 alle ore 16:23.

maybeshewill - not for want of trying (2008)
Questo album io lo considero un capolavoro (no, non do voti ma lo considero comunque tale).
Tosto come dovrebbe essere il mio gruppo di musica elettronica preferito e allo stesso tempo elettronico come dovrebbe essere il mio gruppo post-rock ideale, evitano di banalizzarsi e fossilizzarsi nel post-rock classico e questo è (assolutamente) un punto a loro favore. Dopo "ixnay on the autoplay", intro che ci anticipa quello che ci troveremo davanti nell'ascolto, il lavoro dei msw si alterna tra melodie dolci, misti di tastiere e batterie elettroniche ("heartflusters"; il sopracitato intro; l'outro "takotsubo"), ed esplosioni distorte estrapolate dai migliori gruppi metal ("seraphim & cherubim"; "we called for an ambulance but a fire engine came"; "c.n.t.r.c.k.t."; la title-track "not for want of trying", in cui non tralasciano la vecchia abitudine di inserire spezzoni audio di film, in questo caso "quinto potere"). E in più ritroviamo due pezzi del loro primo ep ("japanese spy transcript" recensione) che ritornano, in veste rimodernata, per rinfrescarci la memoria: "the paris hilton sex tape" e "he films the clouds, part 2", che non è esattamente il brano incluso nell'ep, ma - come ci spiega anche il titolo - un vero e proprio sequel, uno sviluppo/miglioramento dell'idea iniziale. Trentasei minuti di vero post-rock, e scusate se mi ripeto.

ponytail - kamehameha (2006)
Divertenti, stonati (molte volte - ma non sempre - sinonimo di noise) e assolutamente geniali. Prendete la Karen O di fever to tell, fatela cantare mentre suonano i Lightning Bolt e sarà esattamente come ascoltare Kamehameha. Paragonati più e più volte ai Deerhoof, il loro suono è un misto di tutti i principali caratteri del rock (come art-rock, surf, ska e canti di guerra indiani) senza tralasciare quelli più rumorosi. E tutto questo senza l'aiuto del bassista. Anche in questo caso l'intro "alltogethernow" ci presenta tutto, ma proprio tutto, quello che possiamo aspettarci ascoltando l'album. Alcuni titoli sono simpatici e strani, almeno quanto loro: "...,,,;;;:::!" (è un titolo, non sto bestemmiando) e "dear god plz make my2eyes n2 one" ne sono validissimi esempi. La giovane ma distruttiva ensamble, con questo lavoro, riesce a risultare non così giovane, ma tanto, tanto distruttiva.

maybeshewill myspace
ponytail myspace
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tag: recensioni, noise, in breve, post-rock