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parole e musica di duebambini.
registrato lunedì, 26 ottobre 2009 alle ore 19:45.

Enima - demo (2009)
Quattro brani che dividono il lavoro in due parti: le prime due tracce ("l'eremita" e "il bivio") sembrano composte in chiave pop, con qualche piccola variazione che richiama al prog degli anni d'oro (un certo richiamo ai Marillion e lo stacco pseudo-Jethro Tull), dove la voce a stento sembra riuscire a legare a pieno con la musica. Sembra più il contrario, un testo sotto cui è stato adattato un tappeto musicale che a volte ci sta, altre proprio no. La seconda parte, nettamente più interessante, si apre con "la guida" che butta un occhio alle cose più commerciali dei Pink Floyd, senza disprezzare qualcosa di più moderno col retrogusto da rock d'ambiente. Brano che a metà scivola in uno strumentale stracolmo d'elettronica gestita davvero bene. Ed è questo il lato interessante degli Enima: cattivo, potente, distorto. "enima", pezzo finale, resta strumentale, e strizza, più di prima, l'occhio al post-rock riuscendo a far camminare insieme tutti gli strumenti che il gruppo ha a disposizione, in modo molto interessante. Quello che manca al gruppo - a parere nostro - è una maggiore versatilità della cantante, che si spinge poco oltre i confini del rock classico. Ma siamo sicuri che col tempo (che molte, tante volte aiuta) anche questo aspetto troverà il modo giusto di valorizzare a pieno un progetto che si dimostra dotato di buone qualità e una non banale creatività.

||| MYSPACE |||

Male di grace - demo (2007)
Prima di tutto un occhio buttatto allo stoner e alla psichedelia, una voce (o meglio ancora, due) che ricordano gruppi importanti della scena indie italiana come Marlene Kuntz, ma non solo (qualcosa ricorda pure i Deasonika), un'attitudine che ti spiazza e che ti colpisce lasciandoti piacevolmente scosso. Tre brani su quattro funzionano più che bene: la strumentale "Il paracadutista equino" mischia il desert rock con un comportamento pronto a spaccare tutto appena l'ascoltatore si distrae. "Dolce miele" è un brano che ci mette un pò a partire, ma che quando lo fa - quando entrano le voci, capovolgendo totalmente il ritmo del brano - lo fa sul serio (vedi per esempio quando le due voci ti urlano "non ci resta che vedere se funziona" - e direi che si, funziona). La chiusura ("ninna nanna per grisù"), invece, porta all'orecchio sonorità più diluite e strumentali rispetto alle precedenti a metà tra psichedelia e - soprattutto - un post-rock non pulito. C'è molto di già sentito, ma rinnovato in un modo particolare. Che è sicuramente un punto a favore.

||| MYSPACE |||

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tag: italiani, gruppi e artisti emergenti, male di grace, enima, male di grace

parole e musica di JonLivingstone.
registrato venerdì, 12 giugno 2009 alle ore 20:34.

LipColourRevolutionHo cercato di scrivere questa recensione ignorando il fatto che i Lip Colour Revolution sbandierino con orgoglio il fatto di aver masterizzato quest'album negli stessi studios di Seattle dove passa gente del calibro di Q.O.T.S.A. e Mark Lanegan. Certo che è difficile, però, ignorare questo loro cercare una patente di credibilità grunge. Perchè ignorarlo, allora?
Una versione rimodernata del suono di Seattle ti cerca per azzannarti alla gola appena inserisci il cd nel lettore, appena appena complicato dalle ritmiche altalenanti di "Smoking May Reduce the Blood Flow". Come a dire: con questo siamo cresciuti, crediamo nel riff pesante e nella distorsione, nelle camicie a quadri e nelle voci strascicate e rauche, perchè dovremmo adeguarci alla moda odierna? Nel variopinto panorama grunge -nel suo piccolo lo era stato- questi ragazzi dimostrano una spiccata preferenza per quello che discendeva direttamente da blues e metal, quello di Soundgarden, Screaming  Trees e dei Pearl Jam meno commerciali: quello più profondamente americano, quello forse più lontano dalla Toscana da cui questi ragazzi vengono.
Il loro rock picchia duro e non cerca molte mezze misure, trovando i suoi momenti migliori nella monolitica "Canadian Girl", in "She Likes to Groove" o nelle chitarre incessanti di "Vertigo"; e quando le cerca, come nella pseudoacustica "Force of Nature", sembra mancare un po' il bersaglio. Voglio dire, "Germs" è la colonna sonora di una scopata fra metallari (ci sono pure i gemiti femminili nel ritornello, se potesse interessarvi), e non c'è molto più da chiedergli, va bene così.
Gli assoli di chitarra sono ridotti al minimo, quasi sempre brevi, al servizio del ritornello, come era nei comandamenti del rock più primordiale. Ed è un bene, perchè in uno stile tanto diretto sarebbero risultati lungaggini inutili. Così, invece, prendono la stessa funzione delle divagazioni psichedeliche di "Scirocco" o "The Shape of Silence": prepararti all'esplosione finale di hard rock.
Una band che vince quando cerca il K.O. immediato, insomma; che si trova un po' a disagio invece nei ben tredici minuti della bonus track finale, costruita alternando psichedelia e metal in una struttura che poteva tranquillamente risolversi in metà tempo. Il loro pregio sta, paradossalmente, nel non voler cercare una via italiana allo stoner-grunge; i Lip Colour Revolution hanno lasciato il cuore a Seattle, e tanto gli basta. Quello che c'è di novità va cercato voltandosi indietro, nel voler portare ancora più avanti quell'amalgama di blues, hard rock, punk e psichedelia da cui attingono le band americane alternative. Non sempre ci riescono, e qualche volta cadono nella ripetitività; ma se il riff regge compatto e il cantante ci mette abbastanza passione hanno comunque fatto giornata, no?
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tag: recensioni, italiani, gruppi e artisti emergenti

parole e musica di duebambini.
registrato domenica, 07 giugno 2009 alle ore 16:39.

 Quando metti su Wonderland, primo full-lenght (del 2008) di Ceanne Mckee (Chiara Ragnini, di Genova), ti aspetti dalla prima canzone un suono caldo e acustico. E questo c'è. Ceanne è un'artista folk. Un'artista folk che inizia il suo primo album con un brano non folk. La cosa mi ha stupito: "All my pleasure" è una bossa dal sapore (ovviamente) latino gestito davvero bene. E in questo caso - da considerarsi il brano migliore dell'album - il piacere è tutto nostro. Portando a spasso l'ascolto attraverso la terra delle meraviglie di Ceanne si hanno numerosi suggerimenti: da una Cristina Donà portata sul pop a una Siria che entra in intimità con gli strumenti su cui mette le mani. Anche "Every lie" ha un buon sound, che ti trascina se non a cantare almeno a muovere la testa. Il risultato finale è un album bilingue (italiano/inglese, quest'ultimo è il territorio in cui Ceanne si esprime al meglio secondo noi) che attinge a sonorità sia pop radiofoniche che indie pop. Punto a favore dell'artista che così riesce a conquistare gli appasionati della prima categoria così come della seconda.
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tag: recensioni, italiani, gruppi e artisti emergenti

parole e musica di ACIDIteardrop.
registrato domenica, 26 novembre 2006 alle ore 10:07.


[
foto di Alessandro Ciccarelli]

Eildentroeilfuorieilbox84 - Obecalp
Un demo contadino, stracolmo di cambi di tempo e cambi di stagione ("ora che le foglie sono verdi e i frutti sono rossi, posso dormire di più" - terre), pieno di interruzioni pubblicitarie ("L'urlo"), da usare con cautela. è felice il progetto Eildentroeilfuorieilbox84, ma non sono loro ("Perdifiato"). Pronti ad alzarsi e lavorare la terra (ancora "Terre") malgrado gli occhi rossi stanchi da troppe parole (ancora "L'urlo"). arrestato AGGHIACCIATO assiderato ARRESTATO agghiacciato ASSIDERATO AGGHI.. ASSI... ARRE... Le influenze sono molteplici, il miglior prog (o meglio neo-prog, vedi Mars Volta), un pò di psichedelia e la simpatica ironia italiana, che sia auto o no. E ne fanno un pacco, racchiudono tutto quello detto prima, aggiungendo anche Lucio Battisti e Rino Gaetano, per poi schiaffarci sopra una bella etichetta "grott-rock". Provano a ricevere di più, ma perdono sempre qualcosa ("Buchi Rosa"). Eppure quel che manca, o meglio, che perdono, non si vede. Sembra un demo completo, sembra. I suoni di chitarra studiati fino in fondo, la pazzia bassistica del cattivo punk-hardcore e il pirotecnico batterista che, malgrado tutto, casino e esuberanza, si trova sempre al passo con il gruppo. Schierati contro i media per quasi sei minuti ci parlano di consigli per gli acquisti mirati ad un target di ragazzi tristi, e scusate il furto di rima. ci parlano di cervelli sgonfi intenti a cambiare canale. La voce graffiante del bassista, ci informa e protegge dalla neolingua. Intenta a trasformarci tutti in burattini da tivvù, tutti omologati nel pensiero, nella fede e nell'anima. Meno male che ci pensano loro, a proteggerci.

sito ufficiale: www.eildentroeilfuorieilbox84.org
su myspace: myspace.com/edentroefuoriilbox84
link alla pagina dove è possibile scaricare "Obecalp": vai e deliziati


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tag: gruppi e artisti emergenti

parole e musica di ACIDIteardrop.
registrato martedì, 11 luglio 2006 alle ore 12:43.

Questo mese parleremo di due progetti: Kamyse e Ten Minutes To Now (in foto, in ordine verticale).



Kamyse - Demo
1.mr.want (elisa cover) [3:43]
2.grace (jeff buckley) [4:52]
3.weak (skunk anansie cover) [3:22]
4.time (pink floyd cover) [4:00]
5.pickin' on me (skunk anansie cover) [2:16]

I Kamyse sono
Camilla Lombardi e Senio Corbini
, armati rispettivamente di voce e chitarra. che ci propongono cinque cover, cinque tributi saltando da gruppi e artisti storici (pink floyd e jeff buckley) ad una delle cantanti più sopravvalutate del panorama italiano attuale, sapendo scegliere molto bene il brano da rifare ("Mr.Want" di Elisa, di sicuro è una delle canzoni più interessanti dell'intera discografia della cantante). Grande forza nelle note del chitarrista che molte volte funge solo da accompagnatore ad una voce carica di passione e calore. Due semplici ingredienti per un demo che promette molto bene, che trasmette la voglia di voler gridare al mondo intero la voglia di cantare.. anche armati di mezzi tutt'altro che ricchi.

per contatti:
myspace: www.myspace.com/kamyse


Ten Minutes To Now - "EP"
1.eleventh [6:12]
2.noradrenaline [3:20]
3.chemical plant [6:43]
4.unsafe & relaxed [5:24]
5.rust [4:43]
6.leaves' beat [6:01]
7.altered beast [5:19]
8.leaves' dance [6:53]
9.goodbye [7:28]

Saltiamo alla rossissima Livorno. Dove i Ten Minutes To Now ci portano un pò di space rock, un pò di neo-psychedelia..e negli albori dell'album, perchè no, un pò di desert rock. In certi momenti la similitudine con i Verdena (con i quali dividono la collaborazione con Davide Perrucchini, fonico per entrambi) però, è palpabile.. fitta come nebbia.. anche se i TMTN sono molto più sperimentatori mentre i Verdena si sono sempre dichiarati anti-elettronica, punto a loro sfavore secondo me. Nel complesso è un bel lavoro, carico di esplosioni a volte noise a volte visionarie. Per gli abituati del genere l'album scivola senza nessun problema.. Problemi invece per i nuovi al sound proposto dal gruppo, potrebbe trovare troppo frastagliata qualche parte e a tratti anche troppo lunga. Ma resta cmq un disco potabile, che non presenta problemi di presentazione.

per contatti:
myspace: www.myspace.com/tenminutestonow
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